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9/12/2014 – Finanziaria 2015: via della Giunta regionale alla manovra 7,7 miliardi di euro

 

Sono la fuoriuscita dal Patto di stabilità (cioè la possibilità di spendere senza alcun vincolo tutto quello che la Sardegna incassa, circa 800 milioni in più rispetto al 2014) e la programmazione integrata dei fondi europei (con quelli nazionali e regionali) le due novità della manovra finanziaria 2015 da 7 miliardi e 783 milioni di euro approvata oggi dalla Giunta regionale. Lo sottolinea un comunicato della Presidenza della Giunta regionale che parla di «un vero e proprio "Patto sociale per il rilancio della Sardegna": una manovra che, nonostante la situazione di profonda crisi economica e sociale, la riduzione del Pil, l'aumento del numero di disoccupati e la riduzione delle entrate della Regione, mette in campo risorse importanti e tutte immediatamente spendibili e mira allo sviluppo, non aumenta l'aliquota Irpef e non introduce il ticket sanitario, rendendo permanente il taglio dell'Irap per le imprese, azzerandola alle nuove per i primi 5 anni di attività e dichiarando guerra aperta agli sprechi».
«La manovra finanziaria 2015 mette in gioco risorse ingenti per rilanciare lo sviluppo ma in una logica di bilancio rigoroso – spiega il presidente della Regione Francesco Pigliaru –. Vogliamo attuare una seria politica di bilancio coniugando il rigore nella riduzione degli sprechi e lo sviluppo attraverso il pieno utilizzo degli ingenti fondi europei, e un piano regionale di investimenti in infrastrutture. Ci sono troppi soldi non spesi negli anni scorsi, con un danno enorme per la Sardegna».
«È il momento di invertire la tendenza – aggiunge Pigliaru – spendendo prima, e bene, i fondi Ue e poi quelli regionali. E poi, l'altra grande novità: basta con gli assurdi vincoli del patto di stabilità, d'ora in poi spendiamo tutto quello che entra nelle nostre casse per dare risposte certe a territori, istituzioni, categorie sociali. La crescita, poi – prosegue il Presidente –, passa anche da riforme a costo zero che non entrano in finanziaria ma fanno pienamente parte delle politiche di sviluppo della coalizione di governo. Stiamo parlando di riorganizzazione e riforma della Regione, legge urbanistica, semplificazione, attrazione degli investimenti dall'estero, valorizzazione del patrimonio. Tutti obiettivi – conclude il capo dell’esecutivo regionale – che devono portare la Sardegna a una svolta decisiva per il suo futuro».