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Sommario


Editoriale

Un piano di rilancio per l'agricoltura

Una tutela per i prodotti regionali

La scheda degli enti che operano nell'agroalimentare

Punta sugli allevamenti l'agro-alimentare dell'isola

Marchio Igp per l'Agnello di Sardegna

Obiettivo qualità per i vini della Sardegna

Il vino si racconta, poi si beve

Alimentare in crisi per la riforma della Pac

 

Marchio Igp per l'Agnello di Sardegna

 

Il nuovo logo con il quale si presenta l'Agnello di Sardegna Igp
L'originale ed efficace logo dell' Agnello di Sardegna Igp
L’agnello di Sardegna potrà fregiarsi del marchio Igp. Il 9 febbraio 2005, il gruppo tecnico incaricato di valutare la rispondenza degli organismi di controllo dei prodotti Dop e Igp, istituito presso il ministero per le Politiche agricole, ha approvato il relativo Piano di controllo.
L’agnello di Sardegna era stato iscritto nell’elenco delle Indicazioni geografiche protette con Regolamento Ce 138/01 della Commissione del 24 gennaio 2001, ma il relativo Consorzio di tutela non aveva potuto iniziare l’attività di certificazione in quanto non era stato ancora approvato il Piano di controllo predisposto dall’Ocpa, l’organismo di controllo per le produzioni di origine animale costituito in Sardegna presso l’Istituto zootecnico e caseario di Bonassai, già accreditato per il controllo dei formaggi Pecorino romano Dop, Pecorino sardo Dop e Fiore sardo Dop.
Per quanto riguarda l’Agnello di Sardegna Igp, l’Ocpa ha il compito di effettuare le verifiche per far si che le aziende interessate a ottenere il marchio seguano le indicazioni del disciplinare di produzione. A controllare sull’applicazione del disciplinare provvede il Consorzio di tutela, con sede a Nuoro. Costituitosi nel 2001, il Consorzio è oggi rappresentato da tutti i componenti della filiera: allevatori, macellatori, porzionatori e distribuzione.
L’Indicazione geografica protetta “Agnello di Sardegna” è riservata esclusivamente agli agnelli nati, allevati e macellati in Sardegna in regola con le norme dettate dal disciplinare di produzione e identificazione. Gli agnelli debbono provenire da pecore di razza sarda; essere allevati allo stato brado in un ambiente del tutto naturale, caratterizzato da ampi spazi esposti a forte insolazione, ai venti e al clima della Sardegna; nutriti prevalentemente con latte materno e/o con l’integrazione pascolativa di alimenti naturali ed essenze spontanee caratteristiche della nostra isola.
Gli altri elementi, destinati a garantire il consumatore, riguardano il peso della carcassa a freddo, il colore della carne, la consistenza delle masse muscolari, il colore e la consistenza del grasso, la copertura adiposa e, più in generale, gli aspetti chimico-fisici ed organolettici.
Sono previste tre tipologie che vanno dall’ agnello “da latte”, alimentato con solo latte materno (allattamento naturale), di peso non superiore a 7 kg, all’agnello “leggero” ottenuto in purezza o con incroci con altre razze da carne altamente specializzate, di peso tra i 7 ei l0 kg, sino all’ agnello “da taglio” di peso compreso trai l0 e i 13 chilogrammi. Il disciplinare di produzione fissa, inoltre, le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche, quelle relative all’attività di macellazione e le caratteristiche al consumo. Il logo utilizzato per il suo riconoscimento stilizza un agnellino del quale viene evidenziata la testa e una zampa. Il contorno esterno ha la forma della Sardegna.