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editoriale
di Gherardo Gherardini
Nel bacino del Mediterraneo un ruolo di prestigio per la Sardegna
di Paolo Argenti
Energia: i nuovi indirizzi dell'Unione europea
di Mariella Cossu
Un marchio di qualità per l’olio extravergine sardo

Indice per argomenti degli articoli e dei servizi pubblicati su "Sardegna industriale" dal 1985 ad oggi - Parte prima

Indice per argomento degli articoli e dei servizi pubblicati su "Sardegna industriale" dal 1985 ad oggi - Parte seconda

 

editoriale

 

Il tema del consumo energetico è quanto mai attuale in Italia, come del resto  negli altri paesi dell’Unione europea che non dispongono di significative fonti energetiche alternative al petrolio. Il problema nel nostro Paese riguarda in particolare la Sardegna, costretta a far fronte alle necessità dei settori industria, agricoltura, trasporti e impieghi civili ricorrendo soprattutto all’energia prodotta dagli impianti termoelettrici, non disponendo ancora, a differenza delle altre regioni, di un’importante fonte alternativa al petrolio, come il metano. Questa è la ragione per cui l’isola, in Italia, ha uno dei più alti consumi annui pro-capite di energia elettrica (7.164 kwh contro una media nazionale di 5.236).
È stato accolto quindi con particolare interesse nell’isola – anche per gli eventuali aggiornamenti che potrebbero essere apportati al Piano energetico ambientale della Sardegna adottato dalla Giunta regionale nell’agosto di quest’anno – il nuovo Piano d’azione per l’efficienza energetica presentato a Bruxelles dal commissario europeo Andris Piebalgs il 19 ottobre scorso. Il documento (che illustriamo in questo numero di “Sardegna industriale”) ha fatto seguito all’invito espresso dai Capi di Stato e di Governo, in occasione del Consiglio europeo della primavera scorsa, a predisporre con urgenza una strategia realistica in materia di efficienza energetica, ritenuta in ogni caso fondamentale per l’Unione.
Poiché l’Europa è all’avanguardia nel settore, e si tratta di servizi che hanno carattere prevalentemente locale, si stima che adeguati investimenti in risparmio potranno portare alla creazione di quasi un milione di posti di lavoro (tra diretti e indiretti) ad elevata professionalità.
Inoltre, un programma di efficienza energetica provocherebbe un netto risparmio economico e, conseguentemente, un miglioramento della competitività delle imprese e delle condizioni di vita delle famiglie. Il risparmio per famiglia – secondo la Commissione – si aggirerebbe tra i 200 e i 1.000 euro all’anno, in funzione del livello di consumi.
«L’efficienza energetica – ha dichiarato Pie­balgs – è un elemento cruciale per l’Europa: se agiamo adesso, il costo dei nostri consumi energetici potrebbe ridursi di oltre cento miliardi entro il 2020 e ogni anno eviteremo di produrre circa 780 milioni di tonnellate di anidride carbonica».
Attuato nell’arco dei prossimi sei mesi, il Piano d’azione prevede tutta una serie di iniziative e di provvedimenti considerati prioritari. Tra questi figurano interventi per aumentare l’efficienza energetica di elettrodomestici, impianti di produzione di energia, mezzi di trasporto, manufatti per l’edilizia. Vengono incentivati, inoltre, alcuni servizi energetici e presentati meccanismi specifici di finanziamento a favore di prodotti più efficienti.  Il piano contiene anche alcune  proposte per sensibilizzare maggiormente i cittadini al problema del risparmio, attraverso attività di istruzione e formazione. La Commissione europea istituirà, infine, un patto tra i sindaci delle 20-30 città europee maggiormente all’avanguardia nel settore e proporrà un accordo internazionale sull’efficienza energetica.